Commercialisti, Colaf e Agenzia per la Coesione Territoriale insieme contro le frodi comunitarie; il Friuli tra le tre regioni pilota

insieme contro le frodi comunitarie

La professione in prima linea per controlli di primo livello più efficaci sui Fondi strutturali. Si punta a standard omogenei sul territorio nazionale e alla creazione di una sezione di commercialisti specializzati nella materia. A breve al via progetti pilota in Friuli Venezia Giulia, Umbria e Calabria. L’iniziativa presentata a Roma dai Ministri Lezzi e Savona e dal presidente nazionale della categoria Miani

C’è anche il Friuli Venezia Giulia, assieme a Umbria e Calabria, tra le tre regioni nelle quali partirà in via sperimentale il progetto dei commercialisti italiani finalizzato a rafforzare e migliorare i controlli di primo livello per contenere il fenomeno delle frodi comunitarie del nostro Paese.

All’iniziativa del Consiglio nazionale dei commercialisti, ideata dal Consigliere nazionale della categoria Marcella Galvani, hanno garantito il loro pieno sostegno il Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell’Unione Europea (Colaf), istituito presso il Dipartimento delle politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri e l’Agenzia per la Coesione Territoriale insieme alla Segreteria Tecnica P.R.A.. Il progetto è stato presentato a Roma nel corso di un evento al quale hanno partecipato il Ministro per gli Affari europei e presidente del Colaf, Paolo Savona, il Ministro per il Sud con delega alla coesione territoriale, Barbara Lezzi, il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani e il Comandante del nucleo della GDF per la repressione delle frodi nei confronti dell’UE presso il dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gen. D. Francesco Attardi.

L’iniziativa mira a snellire, velocizzare e rendere più efficienti i controlli per contribuire al miglioramento delle attività di prevenzione delle frodi comunitarie e ridurre al minimo gli errori e le altre irregolarità che si riscontrano sull’utilizzo dei Fondi UE.

Il progetto messo a punto dai commercialisti in collaborazione con il Colaf e l’Agenzia per la Coesione prevede la creazione di una sezione di iscritti all’Albo dei commercialisti, esperti in gestione e controllo dei programmi cofinanziati con Fondi strutturali, che andranno a svolgere le attività di controllo di primo livello, utilizzando standard omogenei da applicare su tutto il territorio nazionale. La materia è oggi disciplinata da un quadro normativo molto articolato, che risponde a regole sia comunitarie, sia nazionali che regionali, rendendo elevato il rischio di confondere i vari piani e di incorrere anche in errori e omissioni che in alcuni casi portano alla revoca del finanziamento.

Una volta individuate le procedure di controllo standardizzate, sarà introdotto un sistema di verifica anche sulle attività di controllo svolte dai commercialisti, per monitorare in itinere la tempestività e la correttezza del loro operato.

Un altro importante obiettivo del progetto consiste nella possibilità, per le Amministrazioni titolari dei Programmi cofinanziati, di procedere con la selezione immediata dei controllori con affidamento degli incarichi a chiamata, cioè senza bando, e a rotazione. Il secondo step del progetto prevede infatti la formazione specialistica dei commercialisti interessati a svolgere le attività di controllo di primo livello, in modo da individuare un elenco di esperti in materia su tutto il territorio nazionale.

Per raggiungere gli obiettivi indicati nel progetto è stato già costituito un Tavolo di confronto tecnico tra il Consiglio nazionale ed il COLAF ed è stata avviata una fase sperimentale con le Regioni Friuli Venezia Giulia, Umbria e Calabria, che hanno aderito all’iniziativa anche in un’ottica di rafforzamento della capacità amministrativa ed hanno inserito il progetto nei rispettivi P.R.A. (Piani di Rafforzamento Amministrativo).

L’attuazione del progetto, che sarà realizzato presso le Amministrazioni che vorranno aderire all’iniziativa, è facilitata dall’organizzazione territoriale dei commercialisti italiani che, tramite i propri Consiglieri Nazionali, che rappresentano tutte le aree geografiche ed i 131 Ordini locali, sottoposti per legge alla vigilanza del Consiglio nazionale della categoria, consentono un collegamento continuo ed una presenza stabile presso ogni Regione. Tale impostazione, oltre a facilitare la realizzazione  dell’iniziativa, agevolerà le operazioni di monitoraggio e garantirà un costante feed back sul progetto stesso.

Con il progetto che presentiamo oggi – ha affermato il presidente nazionale della categoria professionale, Massimo Miani – i commercialisti si mettono a disposizione delle Istituzioni per contribuire, insieme alla PA, a costruire un percorso volto all’omogeneizzazione e alla semplificazione dei controlli, che consenta, nella prossima programmazione 2021/2027, di garantire competenze specialistiche in materia di controlli di primo livello, con ricadute importanti sul sistema di gestione dei Fondi strutturali. I commercialisti hanno il dovere e la responsabilità di agire nell’interesse pubblico, di rispettare i principi di integrità, di obiettività, di indipendenza, di riservatezza, di diligenza e di fornire prestazioni competenti e qualitativamente elevate. Sull’osservanza della legge professionale e di tutte le altre disposizioni che disciplinano la professione, vigilano gli Ordini che sono Enti pubblici non economici. Tutti motivi per i quali la categoria può fornire un contributo determinate di affidabilità e professionalità anche nell’ambito della lotta alle frodi comunitarie.

Secondo Marcella Galvani, il Consigliere nazionale dei commercialisti che ha lavorato all’iniziativa:

il progetto, altamente innovativo e qualificante in una materia specialistica quale quella di controllore di progetti cofinanziati con risorse comunitarie, si colloca all’interno di un processo di condivisione e confronto tra diversi soggetti istituzionali e risponde appieno alle regole del Partenariato, uno dei principi di riferimento della politica europea di coesione economica e sociale. – Per Galvani: la collaborazione tra i diversi soggetti pubblici nazionali, regionali e gli ordini professionali è parte, di un’azione complessiva di rafforzamento che deriva dall’analisi dei fabbisogni e dalla raccolta e messa a sistema di strumenti ed esperienze da condividere. Un’azione che punta anche a orientare l’operato dei soggetti coinvolti, a vario titolo, nella governance multilivello, con iniziative che hanno un impatto finale sullo sviluppo economico e sociale e quindi sul benessere dei cittadini, i finali destinatari di queste politiche, garantendo, al contempo, l’attuazione di procedure adeguate di tutela dei flussi finanziari di spesa e quindi del bilancio comunitario.

I successi conseguiti dall’Italia nell’ultimo periodo sul fronte della “lotta anti frode” – ha affermato il Ministro per gli Affari europei e presidente del Colaf, Paolo Savona – sono riconosciuti e apprezzati da Parlamento europeo, Consiglio e Commissione a dimostrazione della lealtà del nostro Paese nella tutela degli interessi finanziari dell’Unione. Oggi, guidiamo la classifica dei Paesi UE che perseguono maggiormente con grande efficacia le frodi ai danni del budget europeo. E molto importanti sono i risultati conseguiti dal COLAF, non solo nel perseguire con efficacia i vari fenomeni di frode ai danni del budget europeo, ma anche nella delicata fase delle somme indebitamente erogate: solo negli ultimi mesi, sono stati recuperati ben 128 milioni di euro grazie alla chiusura definitiva di 32 casi di irregolarità e frodi! La collaborazione progettuale con il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, nell’ottica della massima circolazione delle best practices investigative, rafforza i legami istituzionali tra le organizzazioni impegnate nella gestione delle provvidenze europee, migliorandone l’efficacia.

Il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, di mia competenza – ha spiegato il Ministro per il Sud con delega alla coesione territoriale, Barbara Lezzi – rappresenta una risorsa fondamentale per la crescita e lo sviluppo del nostro Paese e, in particolare, del Mezzogiorno. Consideriamo soltanto il dato macro: per la programmazione 2014-2020 all’Italia sono stati destinati circa 54 miliardi di euro. Una cifra enorme, suddivisa poi tra le Regioni, che necessita di un monitoraggio e di controlli costanti. A tal proposito considero fondamentale garantire la massima trasparenza dell’azione amministrativa, assicurando il pieno accesso dei cittadini agli atti e ai documenti necessari per comprendere e verificare, in qualsiasi momento, gli strumenti predisposti e le iniziative in corso di ciascuna amministrazione. Dobbiamo dunque puntare sempre di più sui progetti di semplificazione e, in tale contesto, si inseriscono i Piani di Rafforzamento Amministrativo: uno strumento di innovazione che facilita il controllo civico sull’operato delle amministrazioni.

Albo Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

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