Il destino digitale del gioco d’azzardo italiano

destino digitale del gioco d’azzardo italiano

Se molti hanno cominciato ad apostrofarle come macchinette mangia soldi un motivo ci sarà, le slot  machine non sono un passatempo come tanti, necessitano di un approccio equilibrato, insomma per giocare alle slot c’è bisogno della testa. Altrimenti finiranno per mangiare i tuoi soldi. Piuttosto semplice.

Anzi, non è così semplice.

Il governo ha preso la sua decisione: entro la fine del 2020 tutte le vecchie slot machine dovranno essere dismesse (nel paragrafo seguente un distinguo tra i modelli di slot attualmente presenti sul mercato).

Quindi il 2021 comincerà senza la maggior parte degli apparecchi che oggi si trovano disseminati sul territorio italiano. Il che, spiegheremo perché, è un bene.

Non è però semplice andare a colpire così duramente un settore che porta dieci miliardi di euro annui all’erario e da lavoro a migliaia di famiglie, introiti ai gestori dei locali, e muove l’economia di un settore, quello dell’azzardo, che piaccia o no è vivo, vegeto e tratti prospera.

Non è semplice perché nonostante il proclama governativo sia “guerra al gioco d’azzardo” (prima vittima: le slot) sia applaudito e condiviso come un qualcosa di incontestabile, a meno che non si faccia parte degli addetti ai lavori, gli italiani giocano molto. Giocano al punto tale che secondo il CNR nel 2017 il 42% della popolazione adulta ha giocato almeno una volta. Più di 17 milioni di persone.

Non è semplice, ma è un processo in corso che influenzerà per forza di cose anche il gioco.

AWP e VLT, chi sopravviverà?

Innanzitutto, cosa sono le AWP?

La sigla sta per “amusement with prize” che significa divertimento a premi, ma nell’ambiente sono definite anche Newslot, anche se ormai di new c’è rimasto ben poco. Questi apparecchi hanno la caratteristica di montare una scheda di gioco indipendente, quindi ognuno di essi ha una propria cassa e una propria contabilità.

E invece le VLT?

La sigla in questo caso sta per videolottery, questa è una macchina più moderna di quella precedente che presenta una peculiarità fondamentale: le VLT montano una scheda digitale collegata ad un server centrale e tra essere formano una sorta di rete.

In pratica le VLT inviano tutti i dati a questa banca centrale, sono più facili da controllare e sono decisamente più difficili da frodare. C’è da dire che sono molto meno in termini di unità, ma stando ai dati della raccolta degli ultimi 3-4 anni il livello di incassi è grosso modo lo stesso delle AWP.

Il futuro è dei flipper

Nell’estate 2018, la prima dell’attuale governo in carica (Movimento 5 Stelle – Lega) il vicepremier Matteo Salvini si faceva ritrarre sui social intento a giocare a flipper richiamando i bei tempi passati. Un segnale di assenso verso quello che era il provvedimento a tenere banco in quei giorni, il decreto Dignità che, insieme a molto altro, introduceva il divieto di pubblicità e sponsorizzazioni per il gioco d’azzardo.

Il decreto Dignità è stata una sorta di idea, un pensiero anti-gioco d’azzardo, che ha trovato concretizzazione nella Legge di Bilancio 2019 (e relativo bilancio previsionale del triennio) che appesantisce ancora di più le condizioni imposte al settore. Restando in particolare sulle slot:

  • Aumento della tassazione sugli apparecchi della rete fisica. Più 1,25% per le VLT, più 1,35% per le AWP.
  • Abbassamento della percentuale RTP sugli apparecchi della rete fisica. Al 68% quello delle AWP, al l’84% quello delle VLT.

La percentuale RTP in dieci righe

RTP, retourn to player, è quello che ogni gioco regolamentato dallo Stato deve restituire in forma di vincite rispetto all’importo che viene giocato.

Se una slot ha un RTP del 88% significa che quella è la percentuale che restituirà in vincite rispetto ad un ammontare di giocate di cui, ovviamente, non è dato sapere il numero. Quindi no, non può essere un dato utile a capire quando la macchina sta per pagare.

Però può essere una stima utile per sapere a livello empirico su quale slot è più conveniente giocare. Ad esempio è ovvio che tra VLT e AWP è meglio giocare alle VLT visti i cambi di RTP decisi dal governo. Addirittura gli operatori di gioco online tengono traccia degli RTP mese per mese quindi è possibile sapere quanto ha pagato ogni singola tipologia di slot di mese in mese (ecco un esempio della pagina dedicata agli RTP di uno storico portale italiano).

Meglio il gioco digitale

E allora a quali conseguenze porta tutto questo? Che il gioco andrà spostandosi sempre più sul web. Questo, come l’annientamento delle AWP, è francamente un bene.

I motivi sono svariati. Innanzitutto ci troviamo di fronte ad una storia già scritta: la rete fisica deve sparire. Anche il giocatore più inesperto avrà compreso che non c’è alcuna convenienza nel giocare alle slot fisiche, perché l’online paga di più.

L’online paga di più perché ha RTP che girano intorno al 90%, e perché la concorrenza fa si che piovano bonus di benvenuto e promozioni ogni giorno dell’anno, il che (con una oculata gestione del denaro) porta a giocare di più con meno soldi.

L’online è più sicuro, offre maggiori opzioni che possono aiutare i giocatori a rischio ad imporsi delle limitazioni, addirittura delle autosospensioni. Ovviamente anche il fornitore di gioco ha possibilità di segnalare o bloccare i propri clienti più in difficoltà nel controllarsi.

Infine, l’online è online, non è ovunque nella città, nei suoi bar o in salette allestite apposta. Un fattore non da poco per un paese che applaude alla fine del gioco, ma senza aver finito di giocare.

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