Investire in borsa online: le opzioni possibili

Investire in borsa online

I metodi per investire in borsa oggi disponibili sono vari, anche considerando esclusivamente quelli il cui accesso è presente online. Per molti versi il web ha aperto le porte delle Borse mondiali, consentendo a chiunque di speculare sui titoli azionari, sugli indici e su tutto ciò che gravita intorno al mondo della Borsa.

Sono disponibili vari metodi, sostanzialmente aperti a tutti: nel senso che chi lo desidera può speculare utilizzando il metodo che preferisce. Chiaramente alcuni metodi non consentono di ottenere rapidamente una grande remunerazione a chi comincia con un piccolo capitale.

Le piattaforme di trading

Forse non tutti sanno che la gran parte delle piattaforme di trading propone speculazioni basate sulla Borsa. Che si tratti di titoli, di materie prime o di indici, gli asset di base sono quelli che si negoziano quotidianamente nella Borsa di Milano, Londra o New York. I metodi sono però vari, tra cui sicuramente un posto di primo piano lo occupano le speculazioni con gli strumenti derivati.

In sostanza chi specula in questo settore non effettua alcuna compravendita; invece investe sull’andamento delle quotazioni, utilizzando strumenti derivati. Si chiamano così perché si riferiscono a un mercato reale, dal quale derivano e che viene chiamato sottostante. Esistono poi piattaforme di trading che permettono ai propri clienti di acquistare titoli azionari, svolgendo la compravendita nel modo più classico possibile.

È facile comprendere se una singola piattaforma propone speculazioni in borsa o meno. Basta ad esempio leggere le recensioni e le opinioni su Plus500 per comprendere che questa piattaforma offre asset derivati dalla borsa, italiana e internazionale; non solo, la piattaforma stessa è quotata in Borsa. Altre piattaforme sono invece più specializzate, ad esempio alcune si occupano esclusivamente del mercato Forex, che è quello che riguarda il cambio tra valute.

La compravendita

Un modo più classico per speculare sui titoli azionari è la compravendita: si compra un certo titolo azionario, lo si conserva per un certo periodo, lo si rivende per trarne profitto quando il suo valore sarà aumentato. Questo a grandi linee è il funzionamento della compravendita. In passato era possibile acquistare titoli esclusivamente rivolgendosi agli sportelli o agli uffici di una società di gestione del credito o presso società di investimento.

Oggi molte di queste operano da tempo online, permettendo così ai propri clienti di avviare le proprie speculazioni anche da casa, utilizzando strumenti informatici avanzati. Le soluzioni disponibili sono varie, si consideri ad esempio che anche varie banche e istituti di credito permettono ai propri clienti di acquistare e conservare titoli, oltre che di rivenderli.

Per svolgere questo tipo di attività è solitamente necessario attivare il servizio, cosa che può avere un costo di base. Nel senso che alcune società richiedono ai clienti il pagamento di un abbonamento per poter prendere parte alle compravendite. Oltre a questo, proprio come avviene con le piattaforme di trading, sarà necessario saldare una piccola quota per ogni transazione effettuata.

I fondi comuni di investimento

Un altro metodo per investire in borsa consiste nell’acquistare quote di fondi comuni che speculano sui titoli azionari. Ciò che cambia è che non è il cliente a scegliere quali titoli acquistare; egli cede il capitale in gestione a una società, la quale decide quali titoli comprare o rivendere. Non tutti i fondi comuni investono in titoli azionari, molti si occupano anche di altri prodotti.

Simili ai fondi sono le Sicav, gestite però in modo leggermente diverso. Per il piccolo investitore, che non ha grandi conoscenze su come funziona la Borsa, i fondi comuni sono spesso una soluzione interessante. Perché consentono di approfittare dell’aiuto da parte di esperti, che investono tutto il capitale raccolto nel modo migliore possibile. Questo permette di alleggerire il peso delle decisioni dal singolo investitore, per scaricarlo sulla società di gestione. Che chiaramente cercherà di fare il meglio possibile con gli strumenti che ha a disposizione. Considerando anche il fatto che un piccolo investitore solitamente non ha il tempo necessario a controllare regolarmente i propri investimenti, mentre la società di gestione si occupa esclusivamente di questo.

Gli ETF

Gli ETF sono fondi di investimento a gestione passiva. In pratica sono particolari tipologie di fondi comuni, disponibili anche questi su piattaforme online, dedicate esclusivamente ad essi o che si occupano anche di altri prodotti. I vantaggi sono i medesimi dei fondi comuni: l’investitore, per quanto piccolo o grande, non deve necessariamente conoscere il funzionamento delle borse, e neppure verificare costantemente l’andamento del proprio specifico investimento.

Si tratta di un buon modo per ridurre il rischio offerto da un investimento in borsa, considerando anche il fatto che il costo di gestione di un ETF è solitamente molto basso. Questo tipo di fondi permette quindi di investire in borsa, anche se non tutti gli ETF si basano su di essa, ottenendo un rendimento maggiore rispetto a quello che il singolo piccolo investitore si può aspettare di ottenere da solo.

Quanto costa investire in Borsa

Il concetto non è semplice da trattare, perché il costo di un’attività si ottiene spesso sommando varie voci. Parliamo esclusivamente del costo vivo, quindi di quanto chi ci offre il servizio ci fa pagare per approfittarne. Molto dipende dal tipo di investimento che si intende effettuare; come abbiamo detto gli ETF sono fondi di investimento a basso costo di gestione, mentre vi sono fondi comuni più costosi, che richiedono un pagamento per l’accesso del singolo cliente, o anche che richiedono di acquistare una somma minima di quote per poter prendere parte alla speculazione.

Le piattaforme di trading, così come altre tipi di investimenti, trattengono una piccola somma per ogni transazione svolta per il cliente; in alcuni casi, soprattutto quando si opera attraverso le piattaforme bancarie, vi è una somma minima da pagare, cosa che invita a prendere parte alle speculazioni almeno con una data quota di denaro. Ci sono poi i servizi su abbonamento, oltre ovviamente alle tasse. Lo Stato italiano richiede il pagamento del 26% annuo sui rendimenti, per quanto riguarda gli strumenti derivati la richiesta è la medesima.

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