La concorrenza sleale svelata dall’investigatore privato

Il mondo moderno è sempre più veloce e iperconnesso, caratteristiche che si rispecchiano nella quotidiana giostra sulla quale salgono e scendono i mercati, alla continua ricerca di buone idee da cogliere e lanciare. In questo panorama vasto e fluido ci sono molte insidie, una tra queste è rappresentata dalla concorrenza sleale degli ex dipendenti di azienda (che può configurare un reato).

Scoprire e smascherare simili attività illecite ormai non è più considerato un tabù, dal momento che per risolvere la questione è possibile rivolgersi alle agenzie investigative. Si tratta di team formati da professionisti in grado di andare ben oltre il ‘classico’ servizio riguardante la dimostrazione dell’infedeltà coniugale, documentata con prove da portare in tribunale per ottenere la separazione con addebito oppure l’affidamento di figli minori e il ricalcolo dell’assegno di mantenimento.

Lo spettro d’azione è sempre più ampio e abbraccia le aziende: al centro ci sono tutela di marchi e brevetti, false malattie e assenteismo oltre ad abusi di permessi per legge 104. Nel caso in cui i detective vengano incaricati di accertare atti di concorrenza sleale, le indagini e le ricerche si snoderanno attraverso attività di intelligence caratterizzate da un’analisi approfondita delle informazioni esistenti, ma anche attività ‘sul campo’ (sopralluoghi e interviste). Una procedura articolata che avrà l’obiettivo di realizzare un dossier con prove testimoniali e documenti puntuali.

Quello delle agenzie investigative in Italia è un settore in continua evoluzione, capace di interpretare le varie richieste del mercato. Nel Nord in particolare è possibile rivolgersi a La Nuova Investigativa con le sue sedi di Udine e Mestre. Un servizio che, in generale, è sempre più ricercato e apprezzato, nel nome di riservatezza e alta tecnologia.

Cosa dice la legge e quali sono gli atti illeciti

E’ possibile individuare un’ampia casistica a livello legislativo in merito alla concorrenza sleale di uno o anche di più ex dipendenti d’azienda. Innanzitutto, il riferimento è a quegli atti che possano indurre in confusione nel confronto con l’attività di un concorrente ma anche – e soprattutto – quelli posti in essere con l’obiettivo di pilotare in modo scorretto le scelte del pubblico (ci si mette in evidenza positivamente gettando cattiva luce sugli altri).

E’ la correttezza professionale a venire meno, nel tentativo di screditare l’opera altrui. Senza dimenticare che chi agisce con dolo o colpa, e ciò venga dimostrato, sarà tenuto a risarcire i danni di conseguenza. Nello specifico, quando si parla di ‘atti di confusione’ il riferimento è all’utilizzo di simboli e nominativi che possano creare disordine e incertezza nel confronto con quelli di un’altra azienda ma anche all’imitazione di determinati prodotti. Denigrare è poi un altro concetto clou della concorrenza sleale: è il tentativo di screditare e danneggiare l’avversario per uscire vincitori da un confronto.

In barba alla correttezza professionale si possono poi porre in essere atti come l’acquisizione di notizie riservate e lo spionaggio industriale ma anche la cosiddetta ‘concorrenza parassitaria’ (quando si limita al massimo il proprio concorrente nelle sue azioni). Infine, quanto al capitolo dei costi, è sempre bene precisare che vengono definiti al momento della realizzazione del preventivo: risentono delle tempistiche, della durata delle indagini e del tipo di servizio.

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