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Confcooperative Fvg si rinnova. Bosio: vogliamo farci conoscere Il presidente ha sollecitato la Regione ad aiutare le coop ad aumentare la capitalizzazione
Esiste dal 1945: rappresenta il 52% del movimento cooperativo regionale, con 775 coop socie iscritte (tra cui le 15 Bcc regionali), 159.532 soci e un fatturato di oltre 1,25 miliardi di euro. Ma fino a ieri Confcooperative Fvg si era fatta notare meno di altre cooperative. Un deficit di notorietà e di immagine che il presidente Franco Bosio, il segretario generale Nicola Galluà e il gruppo dirigente hanno deciso di colmare. "Finora - ha spiegato Bosio - siamo stati un pò 'timidi', tant'è, ad esempio, che a leggere i giornali è sembrato che gli ammortizzatori sociali attuati dalla Regione per le coop siano stati merito di Legacoop. Adesso ci siamo messi d'impegno a cambiare il nostro sistema di comunicazione». Primo esempio è stato l'incontro conviviale con la stampa convocato ieri in un’osteria del centro di Udine. Bosio, dopo aver presentato i nuovi coordinatori delle federazioni di settore, ha affrontato temi di attualità dell'economia regionale. Bosio ha sostenuto che «la cooperazione è l'ancora di salvezza per l’occupazione nei periodi di profonda crisi», e ha proposto una nuova «legge Marcora regionale al fine di favorire la nascita delle cooperative». Sul tema ammortizzatori sociali è intervenuto Galluà spiegando che «vanno bene, ma noi vogliamo poter rilanciare sul territorio quelle produzioni che sono compromesse dalla crisi. Noi - ha proseguito - non delocalizziamo perchè i nostri soci sono sul territorio». Il presidente Bosio ha sottolineato come uno dei problemi del mondo cooperativo rimanga quello della patrimonializzazione. Nonostante le cooperative trovino particolare attenzione nelle banche 'sorelle', «il problema è che - secondo Bosio - la sottocapitalizzazione incide ugualmente allorchè chiedono un finanziamento». Per questo Bosio ha incontrato Tondo e l'assessore Ciriani per chiedere che attraverso Friulia e Finreco si cerchi di «mettere in piedi un percorso virtuoso per aiutare ad aumentare la capitalizzazione al di là delle quote associative versate dai soci». (lm)
Mercoledì, 26 Maggio 2010 - 11:42
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