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Altro blitz contro i manifesti gay, oscurati con la vernice grigia Oscurati per la terza volta in una settimana i manifesti realizzati da Arcigay e Arcilesbica che, dopo gli attacchi dei giorni scorsi, erano stati sistematicamente ripristinati dal Comune. Continua quello che ormai sembra un "braccio di ferro" fra i rappresentanti della comunità omosessuale locale e chi questa campagna anti-omofobia, proprio non la vuole.
Se i precedenti due atti di censura erano stati rivendicati, il primo da La Destra regionale ed il secondo dal circolo Utinun et Patria, l'episodio di ieri non ha ancora una firma. I manifesti non sono stati imbrattati con la stessa "minuzia" dei due precedenti casi, ma con delle frettolose pennellate di vernice grigia. Su alcune locandine, sono anche comparse scritte offensive. Nella notte fra domenica e lunedì, i nuovi "commando" hanno preso di mira i manifesti affissi in viale Venezia, viale Da Vinci, via Di Brazzà, via Renati e di fronte alla prefettura. Il Comune di Udine aveva già sporto denuncia verso il partito ed il circolo di destra in seguito ai due precedenti episodi. Forse, dopo il caso di ieri, scatterà anche la denuncia verso ignoti. Arcigay nazionale sta valutando l'ipotesi di presentare un esposto alle forze dell'ordine per ognuno dei tre gesti vandalici dell'ultima settimana. «Più si accumulano casi del genere, più riceviamo segni di solidarietà dai cittadini: continuano infatti ad arrivarci numerose lettere ed email di sostegno - si è trovato nuovamente a commentare Daniele Brosolo, presidente del comitato provinciale Arcigay "Nuovi Passi" di Udine. - Se pochi, anzi pochissimi, vogliono farci credere che Udine non è una città civile si sbagliano di grosso. Prima gli adesivi a dir poco indecenti poi i fogli bianchi posizionati sopra i manifesti da La Destra, poi ancora quelli con le scritte contro di noi affissi da Utinum et Patria. E ora ecco che i nostri baci vengono oscurati da delle pennellate di grigio. Abbiamo saputo - conclude Brosolo - che non è stata nuovamente La Destra a coprire i nostri poster. Questo tuttavia non vuol dire che chi ha cominciato con questi atti non abbia sia una responsabilità legale per averli coperti, sia morale nei confronti di qualche altro balordo che, per emulazione, ha proseguito l'opera». «Evidentemente - ha fatto eco Eva Dose di Arcilesbica Udine - non hanno nemmeno il coraggio di dichiarare i loro vili atti. Se credono che basti un foglio bianco o qualche pennellata di grigio per fermarci si sbagliano di grosso». Così come già accaduto le volta scorse, i manifesti verranno nuovamente riaffissi dal Comune. D.M. Martedì, 25 Maggio 2010 - 10:40
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