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Tragica analogia nell'uxoricidio di Feletto Umberto
Ha sorpreso la moglie di spalle e, senza lasciarle nè il tempo nè il modo di reagire, l'ha strangolata con la sola forza delle mani. Il tutto è durato pochi minuti. Salvatore Guadagno, 39 anni, ha ucciso così domenica pomeriggio la moglie Carmela Cerillo, 38, nell'abitazione di via Cavour a Feletto Umberto dove la coppia abitava assieme alla figlia ed al figlio. Macabra analogia, nel 1973 a Napoli anche la madre di Carmela fu uccisa dal marito, il quale la spinse giù dalle scale.
La ricostruzione della dinamica dell'uxoricidio di domenica, lascerebbe supporre che si sia trattato di un gesto lucido e non di una sorta di raptus. Ma l'ipotesi contrasta con la testimonianza fornita ai carabinieri dallo stesso omicida, il quale sostiene di non ricordarsi nulla e di essersi reso conto di quanto aveva fatto solamente quando è rinsavito e si è ritrovato con il corpo ormai senza vita della moglie fra le mani. Sembra inoltre che la violenta aggressione non si sia verificata nel corso di un litigio fra i due. Salvatore sarebbe entrato silenziosamente in cucina, la stanza in cui si è consumato il delitto, e avrebbe afferrato la moglie per il collo. L'avrebbe quindi costretta a terra per rubarle l'ultimo respiro di vita e lasciarla poi distesa sul pavimento con l'addome rivolto verso l'alto. Nella stanza non stati trovati segni di lotta o che possano lasciar presupporre un tentativo di reazione da parte della donna. Si tratta di uno spazio piuttosto stretto e sarebbe quindi bastata una breve colluttazione fra i due per lasciare evidenti tracce. Ieri i carabinieri del nucleo investigativo di Udine, comandati dal capitano Fabio Pasquariello, hanno interrogato nuovamente l'uomo e sentito altri testimoni. Oggi l’anatomopatologo Carlo Moreschi eseguirà l'autopsia sul corpo di Carmela Cerillo. Secondo quanto rilevato dagli investigatori, la coppia era in crisi da tempo, nonostante amici e vicini di casa non sospettassero nulla. Di recente infatti, Carmela aveva lasciato il marito e se n'era andata di casa per circa un mese, per poi tornare. Salvatore Guadagno aveva raccontato ai carabinieri che la moglie lo tradiva, elemento che lo avrebbe portato a maturare la volontà di ucciderla. Gli inquirenti dovranno accertare se i sospetti dell'uomo corrispondano a verità o se invece si tratti di pura paranoia. Verso le 19 di domenica, dopo aver ucciso la consorte, Salvatore si era affacciato al balcone e aveva confessato alla vicina: “Carmela non c'è più, l'ho uccisa. Chiama i carabinieri”. Una tragica analogia va purtroppo segnalata: nel 1973 la madre di Carmela fu spinta dalle scale dal marito e successivamente morì. L'uomo aveva poi affrontato un lungo periodo di detenzione. Il fatto è stato riferito ieri dai fratelli di Carmela agli inquirenti ma non hanno saputo fornire ulteriori dettagli poichè all'epoca erano troppo piccoli. D.M. Lunedì, 03 Maggio 2010 - 12:24
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