L’appuntamento, realizzato in collaborazione con Sata Energy, azienda leader dell’Alto Friuli nella produzione di pannelli fotovoltaici, ha visto confrontarsi numerosi esperti del settore, a riprova che «l’attenzione della Provincia per l’utilizzo delle energie rinnovabili – ha spiegato Picco – è sempre alta». Con questo primo convegno, l’assessorato vuole lanciare messaggi

importanti. «Per prima cosa – ha precisato Picco –, vista la forte attualità del tema del contenimento dei costi della politica, dimostriamo che stiamo lavorando in sinergia con i privati e siamo aperti a 360 gradi per collaborazioni, come questa, che permettono di abbattere i costi pubblici realizzando iniziative di sincero interesse e utilità per i cittadini». Sulla Sata Energy, inoltre, Picco rimarca: «E’ un’azienda friulana che sta dimostrando eccellenza nel campo dell’energia pulita: le siamo grati per l’opportunità che ci dà e che dà all’Alto Friuli». Al presidente di Sata, Sandro Taddio, la spiegazione delle motivazioni del convegno. «Risiedono nella necessità – ha detto – di promuovere la cultura dell’energia solare e in particolare della fotovoltaica per farla uscire dalla “gabbia”, magari dorata, delle discussioni accademiche e portarla sul piano della programmazione dello sviluppo economico. Ruolo che le compete per le centinaia di aziende che ha fatto nascere, per le decine di migliaia di posti di lavoro che ha prodotto e per lo sviluppo che avrà nel prossimo futuro». In particolare, ha proseguito Taddio, «il fotovoltaico è l’energia del millennio, in grado di soppiantare le fonti fossili e promuovere un nuovo modello di generazione distribuita di energia elettrica: l’offerta vicino alla domanda, evitando costosi e mastodontici elettrodotti». E ha lanciato un appello. «I dati spiegano che lo sviluppo degli impianti fovoltaici in Europa è direttamente proporzionale al livello di burocrazia per accedere ai contributi del conto energia: snellire la burocrazia, dunque, è auspicabile, non costa nulla e darebbe forte impulso allo sviluppo». Altro ostacolo alla realizzazione degli impianti, segnala ancora Taddio, «la carenza di prodotti finanziari capaci di misurarsi con il nuovo conto energia del GSE (Gestore Servizi Elettrici), che prevede incentivi “splittati” in 20 anni. Un intervento del Medio Credito, del Frie e di Friulia è auspicabile sul fronte di garanzie, tassi d’interesse e consulenze».
Questo convegno è stato il primo del percorso realizzato dall’assessorato all’energia della Provincia. «La prossima iniziativa – preannuncia Picco – sarà il 2 ottobre, con un convegno a Susans, dove analizzeremo tutte le novità per il risparmio energetico, per aziende e cittadini». L’assessorato sta inoltre improntando un lavoro sul solare termico e sulle biomasse. «Su queste ultime, in particolare, stiamo verificando le situazioni più virtuose, di Austria, Germania e Provincia di Bolzano: la loro esperienza ci sarà utile per fare di più in questo campo».
Al convegno sono intervenuti anche Paolo Rocco Viscontini, Consigliere Gifi Gruppo imprese fotovoltaiche italiane; Saverio Li Causi, Project manager Fonti rinnovabili Enea; Luciano Pozzecco, della Direzione centrale ambiente e lavori pubblici della Regione; Fabrizio Tomada, direttore rapporti istituzionali e comunicazione Gse Gestore Servizi Elettrici; Alvise Casella, direttore tecnico Sata Energy; e Gianfranco Depinguente, Dirigente della Friulia. Le conclusioni sono state affidate a Michela Del Piero, assessore regionale alle risorse economiche.