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Il digitale terrestre in regione. Emittenti locali senza banda Le emittenti televisive del Nordest sono state escluse dall'assegnazione delle frequenze
Aspettando il passaggio nella nostra regione il 21 ottobre al digitale terrestre, si moltiplicano dubbi e paure per migliaia di persone, soprattutto anziane, ancora non al corrente delle novità. A ciò si aggiunge la mancata assegnazione di frequenze televisive alle emittenti locali trivenete per il digitale terrestre. La cara vecchia televisione si appresta oggi ad una rivoluzione, questa volta di sostanza: quella del passaggio dal segnale analogico al digitale. Per la nostra regione il cambio è imminente, ma molti ancora non lo sanno. Ne è convinto il consigliere regionale Luigi Ferone che, con un’interrogazione, chiede che vengano realizzati spot informativi e, soprattutto, aiuti tecnici a casa per gli anziani. Sullo stesso tema, per un aspetto diverso, sono intervenuti Gianfranco Moretton ed il parlamentare Angelo Compagnon. Entrambi chiedono che: «Venga immediatamente ristabilito il diritto delle emittenti locali del Nordest, ora fortemente penalizzate dal Piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive per il digitale terrestre». Secondo quanto previsto dalla Convenzione di Ginevra del 2006 e dal Piano nazionale d’assegnazione di frequenze (Pnaf), almeno un terzo delle frequenze disponibili deve (o dovrebbe) essere assegnato a emittenti locali secondo il principio del pluralismo dell'informazione. Nel nordest questo principio sembra sia stato violato: nessuna delle 9 frequenze sul totale delle 27 disponibili tra Veneto e Fvg è assegnato a reti locali. Il più recente Pnaf destina loro solo le frequenze residue assegnate agli Stati frontalieri adriatici (Slovenia e Croazia): un comportamento che potrebbe far peggiorare il segnale per gli utenti e causare la scomparsa di strumenti di informazione televisiva locale. I consiglieri regionali dei Cittadini chiedono la sospensione dell’attuale oscuramento. (lm) Mercoledì, 14 Luglio 2010 - 14:04
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