La Legge di Bilancio 2017, approvata in tempi davvero record lo scorso mese di dicembre, si sta rivelando ricca di novità, soprattutto per quanto riguarda il fisco. È infatti naturale che a far parlare di sé, sia in particolar modo il nuovo taglio delle tasse previsto dal ddl.

Senza nulla togliere all’importante capitolo dedicato a welfare e pensioni, o alla lunga serie di bonus previsti per alcune categorie svantaggiate, sono alcuni dei provvedimenti inerenti al fisco ad attirare maggiormente l’attenzione degli analisti. Ecco quindi alcune delle principali misure contenute nella manovra da 27 miliardi entrata in vigore dal primo gennaio 2017.

legge di bilancio 2017La parte più “corposa” della manovra è quella relativa alla cancellazione delle clausole sull’Iva per 15 miliardi di euro. Nel 2017 non ci saranno quindi aumenti delle tasse legati alle clausole lasciate in eredità dal passato. Il problema rimane però per il 2018 e il 2019, rispettivamente per 19,6 miliardi e di 23,3 miliardi.

Importanti novità anche per quanto riguarda il cosiddetto sismabonus e per l’ecobonus. Il primo viene confermato a partire dal 50%, ma potrà arrivare fino all’85% in caso di miglioramento di 2 classi di rischio.

L’agevolazione, che viene stabilizzata per 5 anni fino al 2021, vale sia per i condomini sia per le abitazioni singole e si potrà detrarre, quindi recuperare, in 5 anni anziché in 10. Le percentuali di sconto aumentano al 70 e 80% per le case e al 75 e 85% dei condomini. Varranno un altro anno anche l’ecobonus al 65% e il bonus mobili al 50%.

Agevolazioni fiscali anche sulle assunzioni. La versione originale della manovra prevedeva la decontribuzione per le assunzioni stabili (anche in apprendistato) degli studenti che abbiano svolto alternanza scuola-lavoro. Il tetto era di 3.250 euro l’anno per massimo 36 mesi.

Con un decreto ministeriale si è poi intervenuto per alzare la soglia ad 8.060 euro, ma solo per le assunzioni al Sud di giovani e disoccupati. Salgono i tetti di detassazione al 10% dei premi produttività (fino a 4.000 euro su redditi di massimo 80.000 euro).

Di notevole interesse anche la parte dedicata al “famigerato” Canone Rai. Si parla infatti da anni delle numerose proteste contro il Canone e dell’antipatia che in molti provano verso una tassa ritenuta iniqua. Bene, la Legge di Bilancio prevede un netto abbassamento del costo del canone della tv pubblica: quest’ultimo, pagato in bolletta, scende ancora, da 100 a 90 euro l’anno.